Siro Giani – Memorie e Testimonianze Di Un Comunista Empolese 1925 – 1995

 
Siro Giani – Memorie e Testimonianze Di Un Comunista Empolese 1925 – 1995
 
Prefazione di Armando Cossutta, a cura di Giuseppe Monteleone.
 
Pontorme, un paesino alle porte di Empoli, capitale morale dell’antifascismo toscano. La sua vita negli anni ruggenti del fascismo: i suoi preti, i suoi cenciai, la Cooperativa Jacopo Carrucci, la bottega del Burraschi, la Confraternita di Misericordia, le angherie dei fascisti, le loro squadracce all’opera, i feriti e i morti, le spie, la forte resistenza degli antifascisti, comunisti e socialisti ma non solo, l’odissea di una famiglia, la famiglia Giani, alle prese con i problemi quotidiani, il lavoro che non c’è, che manca, la forza di andare avanti, con un forte ideale nel cuore. Il tutto osservato con gli occhi di un bambino che crescendo prende consapevolezza e coscienza di essere parte integrante di una storia più grande di lui e della quale vuole essere protagonista di primo piano. L’ adesione negli anni della giovinezza al Partito Comunista clandestino, la lotta partigiana a Empoli e per il riscatto dell’Italia, il ritorno a casa, le lotte di classe in fabbrica alla Rosselli fiammiferi con Roberto Marmugini, gli anni ’50 – ’60, la crisi dei ’70, il cambiamento dell’Italia. L’amicizia con Giulio Cerreti e Armando Cossutta. La maturità, lo strappo di Berlinguer, la fine del Pci, l’impegno nell’associazione Italia – URSS, la nascita del Partito della Rifondazione Comunista, le speranze per il futuro. Tutto ciò emerge attraverso i ricordi di Siro e le testimonianze di Alessandro Bagnoli (il Ghigo), Liliano Bartolesi, Licurgo Benassai, Alfonso Bini, Fiorenzo Cambi, Nilo Cioni, Silvano Fiorini, Aldo Giuntoli, Feralda e Giuliano Giovannetti, Edo Marzi, Maris Marzi, Mauro Marconcini, Remo Regini, Leonarda Zingoni. Il ricordo di chi non c’è più, parenti, amici e compagni, presenti dentro di noi. Una storia che appartiene a tutti, che è di tutti.
 
Per Non Dimenticare
 
Siro Giani (Empoli, 1925) ha fatto parte della S.A.P. di Pontorme e combattuto nella Resistenza nel Gruppo di Combattimento Cremona, cittadino onorario di Alfonsine per aver parteciopato alla sua liberazione. Operaio meccanico, ha lavorato alla Piaggio di Pontedera e alla Rosselli Fiammiferi di Pontorme – Empoli; autolicenziatosi, si ingegna come può per mandare avanti la famiglia. Iscrittosi al Partito Comunista nel 1943, negli anni ’80 segretario di zona dell’associazione Italia – URSS, lotta strenuamente contro lo scioglimento del suo partito. E’ il primo a formare i Circoli di Rifondazione Comunista a Empoli e in Valdelsa. Si è sposato con Renata nel 1945, ha tre figli e cinque nipoti. Vive a Empoli.
 
Giuseppe Monteleone (Locri, 1957), professore di Storia nelle Scuole Medie Superiori, si è laureato a Firenze con una ricerca sul Movimento operaio. Consigliere comunale a Vinci dal 1980 al 1987, ha ricoperto la carica di Assessore alle Attività produttive ed è stato Coordinatore comunale del Pci; per cinque anni ha lavorato come operaio alla L.I.M.A. di Mercatale di Vinci. Ha pubblicato "I vetrai di Empoli. Dalla Lega di Mestiere alla Cooperativa di Certaldo 1900 – 1915 (Tipografica Malnatese, 1995); ha curato con il dott. Gilberto Fanfoni, esperto di psicologia canina, il libro "Un cane entra in casa. Istruzioni per l’uso" (Macchione Editore, Varese, 1996). Vive con Tiziana ad Arcisate di Varese.
 
Dalla prefazione di Armando Cossutta
 
Questo libro può definirsi un "libro etico". Sarebbe vano cercarvi risvolti letterari o saggistici. nel senso di una dotta e argomentataricerca storica. E’ molto di più, perchè trasmette nel lettore un improvviso e rinnovato – e prezioso di questi tempi – bisogno dei "valori". I valori che contano. E’ fino in fondo il libro di un comunista. […]
 
[…] Ma è proprio la memoria di quei giorni che può farci da guida alla costruzione di un futuro migliore, che può impedire avventate o interessate manipolazioni della Costituzione del nostro Paese in senso autoritario e antidemocratico. La preoccupazione del Giani è quella di tutta Rifondazione: […]
 
[…] C’è una chiosa del Giani, quando narra l’esperienza della sua brigata partigiana inseritasi nei Volontari della Libertà del rinato esercito badogliano per la liberazione dell’Alta Italia: egli dice che già allora, in quell’ambiente, era evidente "la differenza verso le forze popolari". […]
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